Marco Cosimi - miodottore.it

Trattamento Emorroidario – Dalla Scleroterapia emorroidaria alla

Fleboterapia rigenerativa emorroidaria



Dalla Scleroterapia e dalle legature emorroidarie interne alla Fleboterapia Rigenerativa emorroidaria mista (emorroidi interne ed esterne trattabili terapeuticamente in un’ unica seduta): un’ utile terapia comlementare ambulatoriale per la malattia emorroidaria di ogni grado. Fleboterapia con sodio salicilato: (Internazionalmente validato per scleroterapia dalla U.I.P nel 2003 a diluizioni pari al 20% per varici di medio calibro): Recenti ed autorevoli pubblicazioni hanno dimostrato inoltre che il salicilato di sodio oltre a produrre azione di fibrosi tessutale della parete venosa, produce anche una potente stimolazione delle cellule staminali e che gli effetti rigenerativi (e non obliterativi) che documentiamo sulle pareti venose sarebbero in gran parte dovuti a questa specifica azione. A tale proposito è da tempo in corso di studio la supplementazione del lipoaspirato con salicilato nelle colture di adipociti e nei lipofilling, così come anche in altre colture di linee cellulari. Azione poco infiammatoria ma dalla quale dipendono tutti i sottostanti vantaggi oltre alla grande maneggevolezza ed assenza di effetti collaterali alle adeguate diluizioni (2% – 4%). Iniezione in tutti i vasi (visibili e non visibili) eseguendo la terapia con una soluzione terapeutica liquida, che segue la via del normale deflusso della malattia emorroidaria che si intende curare (e che possiede un’azione curativa rigenerativa della parete venosa). Possibilità di iniettare discrete quantità di soluzione: l’efficacia è in relazione alla quantità di soluzione iniettata (il sodio salicilato è adoperato localmente solo quando diluito dal 2% al 4%) ed in tali diluizioni anche quantità superiori ai 30 ml (come nelle emorroidi “miste”, ove si raggiunge in tutto il percorso i vasi che riforniscono le emorroidi “visibili”) : la punta visibile dell’iceberg vascolare nella malattia emorroidaria. La soluzione terapeutica può essere in tal modo spinta anche nei vasi sottostanti (in virtù della conoscenza biologica attuale del salicilato di sodio, che nelle sue più basse diluizioni induce il “regolare recupero della fisiologica apoptosi cellulare favorendo la rigenerazione delle cellule staminali adulte (come dal 1993 è stato praticato nella consapevole ed aggiornata conoscenza “del più antico sclerosante della Flebologia” ma anche nel rispetto etico dell’essere vivente, dimostrando una volta di più quanto possa essere utile all’uomo l’attingere alla naturale risorsa di impiego delle proprie cellule staminali non embrionali per obiettivi grandi e seguendo fisiologico di “una vera e propria cura per i gavaccioli emorroidari e per le vene nutrici del plesso venoso interno”. La contestuale regolazione dell’enzima COX-2 ci rende consapevoli da molto tempo che la strada della Ricerca possa sviluppare passi di grande appropriatezza etica anche nella cura delle patologie tumorali (consentendo di attingere attualmente a lavori scientifici di grande rilevanza) : semplicemente questo è il salicilato di sodio in veicolo idroglicerico e nelle sue diluizioni più basse. La Fleboterapia rispetta e restaura il circolo superficiale emorroidario del plesso venoso emorroidario interno. Blocca l’evoluzione della malattia varicosa emorroidaria riducendo l’alterata capacitanza venosa rigenerando (senza chiuderle), le pareti venose abnormemente dilatate. Azione tridimensionale sul circolo sottostante l’emorroide trattata per infusione nei vasi di un’adeguataquantità di soluzione in relazione all’abnorme dilatazione rilevabile anche con sonda transrettale biplanare. Associabile una terapia antiaggregante (in mancanza di alterazioni specifiche, consiglio spesso l’introduzione per os della comune Cardioaspirina in moderato dosaggio). Scleroterapia con altri sclerosanti validati internazionalmente: Azione obliterativa (chiusura totale dell’emorroide) : escara ed impiego nelle sole emorroidi interne (nella scleromousse il gas iniettato non è sterilizzabile e l’embolismo rappresenta un effetto collaterale constatato) . Il salicilato di sodio è al contrario il principio attivo della comune e ben nota aspirina: somministrabile da decenni attraverso numerosi accessi (anche e.v.) . Azione molto infiammatoria che ne limita l’impiego e la quantità della soluzione terapeutica e dunque l’obiettivo, (che nella Fleboterapia riguarda il trattamento in un’unica seduta delle numerose emorroidi “miste” : dunque visibili sia esternamente che internamente). Iniezione solo nei vasi emorroidari patologici visibili, e non nelle vene nutrici (che riforniscono di sangue venoso i gavaccioli emorroidari): il presupposto curativo si identifica nel curare il solo “effetto visibile”. Impossibilità di iniettare elevate quantità di soluzione poichè le soluzioni sclerosanti inducono necrosi : (morte delle cellule e dei tessuti interessati dalla procedura stessa). La soluzione non può essere spinta nei vasi sottostanti per l’aggressività degli sclerosanti adottati ed è anche tale limite d’impiego che neutralizza l’obiettivo terapeutico desiderabile. Efficacia in relazione alla concentrazione della soluzione iniettata (ma si crea solo necrosi del gavacciolo emorroidario) che sarà eliminato come “escara necrotica”. La scleroterapia è pertanto considerata sempre un complemento alla chirurgia ablativa non rispettando l’integrità anatomo-funzionale nel circolo del plesso emorroidario e nei gavaccioli emorroidari oltre che nei vasi che riforniscono la malattia emorroidaria. Non blocca l’evoluzione della malattia emorroidaria.