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Cause della patologia emorroidaria: il ruolo della abnorme dilatazione anatomica ed insufficienza nel plesso venoso emorroidario interno: (Corman & Veidenheimer 1973, Goligher 1984a) La prima vera causa nell’anomala dilatazione dei vasi emorroidari è determinata “dall’abnorme dilatazione delle vene del plesso emorroidario interno e tributarie della vena emorroidaria superiore e media” (Anorectal Surgery, copyright 1988 by Churchill Livingtsone, Edinburgh London Melbourne and New York). La teoria dell’inversione del flusso ematico venoso nel plesso emorroidario interno (il complesso reticolo venoso che drena i vasi emorroidari) si evidenzia per l’aumentata pressione endoaddominale (Jacobs ed altri, 1980) e per la pressione esercitata dal feto nella gravidanza sul plesso emorroidario o con l’insufficiente drenaggio venoso secondario al mancato rilassamento dello sfintere anale interno che sempre deve verificarsi durante l’evacuazione stessa (El-Gendi & Abdel-Baky 1986). Anche condizioni croniche di spasmo del canale anale causano ipertensione venosa, sfiancando le pareti venose dal plesso emorroidario interno (Arabi ed altri 1977, El-Gendi & Abdel-Baky, 1986). Haas ed altri Autori hanno approfondito le cause della perdita di sostegno che il tessuto connettivo del canale anale evidenzia costantemente nel corso degli anni: le vene perdendo il sostegno si dilatano e la mucosa diviene prolassata poichè maggiormente sensibile alla pressione del ponzamento stesso e dello sforzo del passaggio fecale. Le emorroidi possono essere interne, esterne o miste (quest’ultime sono le più frequenti e sono dovute al confluire di emorroidi interne ed esterne). Frequentemente sono asintomatiche e non è affatto raro visitare pazienti privi di sintomi significativi, diagnosticando noduli emorroidari anche molto voluminosi. La fleboterapia rigenerativa emorroidaria può consentire proprio per la sua scarsa invasività una precoce prevenzione rispetto alle terapie ablative più invasive. Dalla scleroterapia alla Fleboterapia Rigenerativa: una preziosa terapia complementare. La possibilità di curare anche le vene abnormemente dilatate del plesso emorroidario interno (causa della malattia), si ottiene introducendo la soluzione fleboterapica rigenerativa nelle emorroidi visibili (effetto della malattia) al fine di rigenerare anche il plesso venoso sfiancato ed utilizzando dai 15 ml. ai 30 ml. della soluzione fleboterapica: i concetti chiave della tecnica fleboterapica endovenosa sono comprensibili valutando che la soluzione rigenerativa, essendo un liquido privo di gas e non aggressivo come gli sclerosanti e diffusibile come non possono certo esserlo le rigide fibre ottiche del Laser, consente per la sua “estrema duttilità” di essere introdotto esattamente dove deve andare, non siamo così obbligati a trattare solo una porzione limitata del circolo venoso, essendo possibile all’operatore porsi nella dimensione tridimensionale dell’albero venoso emorroidario. Ciò nella prospettiva di curare la causa stessa ed adattando sempre la quantità di soluzione del principio attivo alla vastità del quadro clinico diagnosticato con la rettoscopia: per emorroidi interne, esterne o misteove si renderebbe necessario in tale ultimo caso l’utilizzo di 30 ml. circa della soluzione fleboterapica rigenerativa. La soluzione liquida di salicilato di sodio per l’alta tollerabilità e diffusibilità agisce al solo fine del ripristino funzionale del circolo venoso emorroidario alterato il cui drenaggio è incrementato (per diminuita capacitanza venosa ed aumentate resistenze del plesso emorroidario) al circolo venoso portale del fegato. E’ al contrario ben noto come qualsiasi patologia cronica epatica si accompagni sempre a congestione venosa anale (spesso asintomatica): ciò è in massimo grado evidente nell’ipertensione venosa portale del fegato e che si accompagna alle gravi patologie emorroidarie (per inversione del flusso venoso nelplesso emorroidario interno, avremo per effetto evidenti emorroidi di tipo misto). Quanto sopra grazie all’estremo rispetto e delicato effetto, nell’albero venoso emorroidario, della soluzione Fleboterapica Rigenerativa: rigenerazione venosa significa ripristino dell’alterata struttura vascolare e della sua funzione. Se però la parete venosa può essere curata e guarita, perchè rinunciare ad un obiettivo terapeutico proponibile ambulatorialmente anche ai numerosi pazienti giovani e con familiarità varicosa ed emorroidaria già prima che la patologia si renda sintomatica ? Contrariamente a quanto ritenuto, le emorroidi sono infatti frequentemente asintomatiche: la loro incidenza aumenta con l’età ed almeno il 50% dei soggetti sopra i 50 anni riferisce sintomi di natura emorroidaria (Goligher 1984b). Sappiamo inoltre che nel rapporto maschio/femmina la frequenza è di 2:1 pur essendo le donne più vulnerabili ai problemi emorroidari durante il periodo della gravidanza, per aumento della pressione fetale sul plesso emorroidario. L’insuccesso che talvolta accompagna le terapie demolitive ci dimostra anche la difficoltà di curare la malattia emorroidaria trattandone solo l’effetto. La predisposizione familiare è dimostrata dai difetti fenotipici nell’architettura anatomica del plesso venoso emorroidario. La patologia è rara nella popolazione che consuma alti contenuti di fibre e che aumentando massa fecale e frequenza evacuativa diminuisce gli sforzi responsabili dell’elevata costante pressione a livello del plesso emorroidario interno. (Burkitt 1972, Burkitt & Graham-Stewart 1975). Al contrario della scleroterapia (dove si adoperano pochissimi ml. di una soluzione “necrotizzante” il vaso emorroidario malato” o nella “scleromousse” dove i vasi emorroidari “vengono totalmente chiusi” con la Fleboterapia Rigenerativa è possibile adoperare una soluzione realmente rispettosa dei tessuti al solo fine di recuperarne la funzionalità e l’anatomia, sia nelle emorroidi evidenti che nei vasi emorroidari del plesso emorroidario sfiancato. Poche terapie possono distribuirsi così omogeneamente e facilmente (in vene tanto tortuose e sfiancate) come unasoluzione liquida di salicilato di sodio in veicolo idroglicerico al 2-3% . Oggi è possibile intervenire nelle emorroidi con terapie mini-invasive non chirurgiche nell’obiettivo della medicina rigenerativa locale dei tessuti che il salicilato di sodio consente proprio nei suoi più bassi dosaggi : il più antico ed utilizzato sclerosante della Flebologia (Sicard, 1919).