Marco Cosimi - miodottore.it

EMORROIDI: UNA PATOLOGIA VENOSA.



Il sito aderisce ai principi dell’ HONcode. “Il termine emorroidi appartiene ad una antica tradizione, ma anche se il suo uso può indurre perplessità riguardanti la sua causa, evoluzione ed origine, dobbiamo affermare senza ombra di dubbio che trattasi di dilatazione di vasi venosi della regione anale, conseguenti ad una stasi cronica di variabile grado e che l’emorroide che si rende visibile, altro non rappresenta se non che “la punta di un iceberg” sulla cui causa è lecito dover ragionare in linea con gli insegnamenti del Prof Antonio Longo,: poiché come ci ha da tempo dimostrato, lo sviluppo di varici ano-rettali sfiancate, è sempre conseguente alla presenza di un prolasso interno della mucosa anale e rettale, che le causa e che le precede. Il prolasso della mucosa ano-rettale è lo scollamento a 360° dell’epitelio mucoso interno ed a contatto con il contenuto del canale ano-rettale: dunque con le feci stesse. Il progressivo scollamento e la riflessione della mucosa, occupando lo spazio interno del canale anale e rettale e creando spesso stitichezza (sindrome da ostruita defecazione) e facendo fuoriuscire con il tempo il prolasso mucoso all’ esterno del margine anale, spesso in modo stabile e non più riducibile dallo stesso paziente. La prima vera causa delle emorroidi” è dunque sempre il prolasso mucoso anale e rettale.”



Raffigurata diversamente “l’emorroide” viene svincolata dal suo contesto venoso causale, che manca di raffigurarcene il circolo venoso di deflusso, sofferente a causa del reflusso venoso locale.



COSA SONO LE EMORROIDI? Dal greco haima, “sangue” e rhéò, “scorrere” (Foto 1): descritte in molti testi specialistici come “vene varicose dell’ano e del retto”, sono un tessuto venoso spugnoso situato nella sottomucosa dell’ano e della parte terminale del retto, quale plesso venoso, tributario della vena porta al fegato, e quale plesso venoso, tributario della vena cava inferiore esternamente all’intero spessore mucoso, fino al “piccolo circolo”: tali plessi presentano tra loro ampia comunicazione attraverso anastomosi che, “attraversando a tutto spessore la mucosa anale” grazie alle numerose anastomosi, portano il sangue venoso dallo spessore mucoso (Foto 2) in senso antigravitario al nostro bacino venoso viscerale.



Quando il plesso venoso emorroidario interno diviene cronicamente insufficiente, lo stesso si dilata omogeneamente per l’aumentare progressivo della stasi venosa: origineranno così emorroidi interne, visibili o meno, nello spazio sottomucoso anale. Per le anastomosi esistenti e per lo scollamento mucoso dei gavaccioli emorroidari,che all’ aumento della pressione venosa stabilizza l’emorroide esterna, molto sensibile poichè contenuta dalla sola epidermide. Emorroidi sintomatiche possono richiedere trattamenti specifici, eseguibili su una base ambulatoriale: dobbiamo dire che sono proprio i tessuti di sostegno venoso che, stirati dalla patologica pressione interna, determinano come risultato finale la dilatazione e il progressivo assottigliamento nella parete dei plessi venosi sotto e sopramucoso,con possibilità di dolore interno e perianale.

TECNICA: La visita viene eseguita grazie all’ utilizzo di un rettoscopio monouso trasparente illuminato con fibre ottiche, per l’ individuazione del grado e della presenza delle eventuali patologie in atto, dopo preparazione del paziente con pomata anestetica. (L’accurata toilette intestinale e rettale è indispensabile nei due giorni precedenti la visita). La terapia è indolore ed ambulatoriale, della durata di circa 10-15 minuti e viene eseguita con l’ infiltrazione indolore del principio attivo nei gavaccioli emorroidari esterni ed interni (eventualmente presenti in vario numero). Il paziente verrà trattenuto in osservazione per circa 1 ora. Non si otterrà l’escara necrotica della consueta scleroterapia (con effetto demolitivo del solo gavacciolo trattato), ma grazie ad un utilizzo del principio attivo (salicilato di sodio tamponato in veicolo idroglicerico) adeguatamente diluito secondo le indicazioni terapeutiche del caso, ci è consentito recuperare estesamente e stabilmente il tono venoso del plesso emorroidario intero: la rigenerazione della sola parete venosa dell’intero plesso rende ragione della scomparsa visiva dei gavaccioli prima evidenti ad una distanza variabile tra i 25 e i 35 giorni; la sintomatologia si risolve rapidamente ed il paziente potrà tornare normalmente il giorno seguente alla normale vita di ogni giorno. Consigliato, ma non indispensabile, un semplice antinfiammatorio appartenente alla categoria dei consueti FANS, solo per 1-4 giorni. Il paziente conduce però una vita normale e compatibile con i propri impegni. La soluzione fleboterapica ha forte azione antibatterica e la sua azione è rispettosa sui tessuti trattati: ciò consente di iniettare e distribuire nel plesso venoso emorroidario un dosaggio adeguato pari a circa60-240 ml. complessivi, per la necessità di giungere con il principio attivo estesamente fino al plesso venoso interno (normalmente in anatomia i plessi venosi emorroidari sono 3 ed il diverso grado di coinvolgimento degli stessi corrisponde alla sede anatomica che li rifornisce). Dunque le emorroidi interne non sono necessariamente un grado più leggero od iniziale della patologia essendo peraltro accompagnate ad un prolasso(scollamento e scivolamento verso l’esterno del canale anale) della mucosa rettale. La rigenerazione dei tessuti si concretizza con la risalita dei plessi venosi (non più varicosi) al di sopra della struttura muscolare sfinteriale anche per la risalita e relativa fissazione al piano sottomucoso del prolasso mucoso stesso, il quale retraendosi e rafforzando stabilmente il suo trofismo si pone così nella condizione di contenere nel canale anale e nel retto basso le strutture venose normalizzate dei plessi. Tali strutture non sono state né sezionate od asportate, né necrotizzate come avviene con altre metodiche, ma sono biologicamente viventi. Nelle opportune diluizioni si vuole ottenere un effetto stabile, come dimostrato per gli altri distretti venosi (vedi la gallery dei casi clinici portati a dimostrazione), restituendo al plesso venoso emorroidario intero e sede dei reflussi di variabile grado, il recupero dell’integrità tessutale, con scomparsa visiva della patologia e rapido recupero delle funzioni. In considerazione della gravità della patologia in atto si rendono necessari nel tempo (2 mesicirca) ulteriori trattamenti (3-4) per ottimizzarne e stabilizzarne l’esito. Data la rapidità del percorso terapeutico, una colonscopia endoscopica sarà eseguibile anche a breve distanza, non dimenticando l’indicazione per una colonscopia virtuale, là ove preferibile. Il medico specialista di tale metodica, acquisisce con gli anni una pratica consolidata, impiegando una soluzione brevettata di salicilato di sodiodiluita in veicolo idroglicerico tamponato, ottimamente tollerata e validata da studi internazionali di grande rilievo e riconoscimento, in grado di essere impiegata per ristrutturare le pareti venose sfiancate nel plesso emorroidario esterno ed interno e non solo, poichè liberando numerosissimi fattori di crescita cellulare specialmente dalle cellule del sangue venoso, sono in grado di risolvere naturalmente anche il prolasso mucoso che è alla base dello “scivolamento venoso” verso il basso e verso l’esterno, essendo la rigenerazione del prolasso mucoso stimolata dalla conseguente attivazione delle cellule staminali della matrice extra-cellulare della mucosa esuberante e circostante ai plessi venosi varicosi ed “ampiamente scollata e frequentemente scivolata” verso l’esterno del canale anale.

I TRATTAMENTI EMORROIDARI SONO RESI TOTALMENTE INDOLORI DALL’ UTILIZZO DI UNA POMATA ANESTETICA. A tutt’oggi è l’unica metodica realmente non demolitiva ma rigenerativa, poiché fà appello soprattutto ai fattori di crescita piastrinici e delle cellule del tessuto ematico venoso che abbondantemente stazione nelle grosse varici anorettali dei plessi emorroidari venosi sfiancati, risolvendo al contempo anche il prolasso della mucosa stessa. E’ bene ricordare che la malattia emorroidaria non è legata solo alla dilatazione delle vene dei plessi emorroidari, ma bensì soprattutto al loro dislocamento verso il basso, causato dal contestuale prolasso emorroidario. La dilatazione, la congestione, gli episodi trombotici ed il sanguinamento, sono dunque i sintomi anche di questo dislocamento che rende tortuosi i vasi e li strozza, spesso fin al disotto degli sfinteri: la terapia rigenerativa riposiziona il tessuto emorroidario prolassato nella sua sede naturale in seguito anche alla marcata retrazione della mucosa, così non più prolassata né peraltro scollata dai piani sottostanti e dove si è visto che riacquista le sue caratteristiche anche senza trattamento flebotropico, ma anche soltanto in virtù di metodiche “ricostruttive” della sola mucosa scivolata ed ampiamente “stirata ed allungata” abnormemente fin dal retto basso nell’ampolla rettale ed addirittura anche al di fuori dello stesso muscolo sfinteriale . Anche l’alterazione anatomica delle VAR (varici ano rettali) viene però così stabilmente risolta sia emodinamicamente con una “normalizzazione rigenerativa” della pressione intra-venosa dei plessi venosi scivolati e dislocati nel prolasso mucoso ed ora non più varicosi (VAR) né prolassati (di I-II-III o IV grado) e dando maggiori garanzie anatomiche alle frequenti recidive precoci di altre tecniche chirurgiche ricostruttive. Essendo i fattori di crescita cellulare abbondantemente liberati (dalle piastrine, dai globuli bianchi, dalle cellule endoteliali) ampiamente efficaci per risolvere diffusamente anche prolassi (scivolamento e scollamento verso il basso della mucosa) di enorme entità od altrimenti irriducibili: l’attivazione staminale dimostra essere ampiamente efficace a livello della matrice extra cellulare nel tessuto extra e peri-venoso della mucosa a contatto e determinando una successiva ed efficace retrazione della stessa mucosa “scivolata e scollata verso il basso”, attuandosi però anche la sua fissazione omogenea ai sottostanti piani anatomici, per rigenerazione cellulare staminale autologa estesa nel tessuto connettivo perivenoso: cioè la mucosa stessa. Proprio a seguito della risoluzione dello “scollamento e scivolamento” del prolasso mucoso il paziente a seguito dei trattamenti rigenerativi fleboterapici otterrà sempre un marcato e stabile miglioramento della funzionalità evacuativa, con evacuazioni rapide, efficaci e senza sforzo alcuno, anche là ove è presente una grave sindrome da ostruzione defecatoria (come sempre avviene negli enormi e cronici prolassi mucosi), risolvedo così anche le più ostinate stipsi causate dal prolasso mucoso stesso, proprio contestualmente alla correzione anatomica dello scivolamento del prolasso mucoso stesso. La risalita del prolasso mucoso, la sua fissazione anatomica ai sottostanti piani anatomici, la contestuale omogenea e diffusa rigenerazione stabile delle varici anorettali dei plessi venosi varicosi (VAR) consentono quella stabile riduzione della pressione venosa (a 360° intorno all’ampolla rettale ed al basso retto) anche dei plessi venosi varicosi, senza la cui correzione è impossibile non assistere alle recidive precoci (3 mesi) che conseguono le procedure chirurgiche che non siano in grado di attuare una correzione anatomica delle reali cause che sostengono e che possono realmente riproporre a breve la patologia del prolasso mucoso emorroidario stesso. Pazienti fortemente riluttanti a procedure invasive per l’età od il timore cronico o per una chemioterapia in atto o per eventuale grave co-morbilità con altre patologie importanti o quando vi sia necessità di un breve tempo di recupero per il paziente: è anche’ per tali pazienti che esiste la possibilità di tale alternativa che non vuolené può sostituire certamente il valore delle numerose tecniche standard.

I TRATTAMENTI EMORROIDARI SONO RESI TOTALMENTE INDOLORI DALL’ UTILIZZO DI UNA POMATA ANESTETICA. numerose ed affermate pubblicazioni di grande rilievo medico-scientifico internazionale hanno dimostrato ed acquisito farmacologicamente da tempo che il salicilato di sodio produce una potente stimolazione delle cellule staminali e che gli effetti rigenerativi constatati sulle pareti venose del plesso emorroidario e sul prolasso mucoso scivolato e variabilmente scollato sarebbero dovute in gran parte anche a questa importante e specifica azione locale di tale FANS, utilizzato fin dagli inizi del 1900 esclusivamente come principio attivo“sclerosante“ che però ad alta diluizione dimostra un’azione biologicaben diversa e dunque realmente rigenerativa, poiché in grado di liberare e di poter opportunamente “attivare” i fattori di crescita e differenziazione cellulare: il “concime” ed il più importante stimolo di attivazione locale per le cellule staminali autologhe. La terapia è parimenti efficace per la guarigione anatomica delle ragadi anali. il trattamento non è usato normalmente, ma il dott. Cosimi ritiene per sua esperienza personale che si tratta di un trattamento valido ed efficace. La T.R.A.P. emorroidaria è un trattamento ideato dal Dott. Marco Cosimi in cui il salicilato di sodio viene utilizzato ad una bassa concentrazione normalmente non utilizzata e pari a 0.090 gr. diluiti ogni 3 ml. infiltrata nel dosaggio complessivo di 60-250 ml. èritenuta nella mia personale esperienza una terapia valida ed efficace. A tutt’oggi sono oltre 1000 i casi clinici da me trattati e che hanno tratto un beneficio stabile dalla stessa a 5 anni dai controlli ad iniziare dal 2008. La terapia viene sempre fatta seguire dall’uso quotidiano (almeno 2 volte/die di gel per uso rettale a base di acido ialuronico). L’acido ialuronico ristruttura la matrice extra-cellulare, in particolare il collagene: una proteina a triplice elica sinistrorsa, composta per circa il 35% dal più piccolo degli aminoacidi (l’aminoglicina). L’acido ialuronico non deve essere iniettato, ma dimostra un’eccellente efficacia per assorbimento trans-mucoso nell’ampolla rettale ed il suo impiego endorettale deve essere costante e variabile da 1 a 3 mesi dopo la stimolazione rigenerativa. La metodica rigenerativa T.R.A.P. emorroidaria liberando numerose varietà di fattori di crescita e differenziazione cellulare del tutto fisiologici del paziente, non può determinare in alcun modo stenosi anali, complicanze tessutali, necrosi, ascessi, né emorragie precoci o tardive od infezioni (comportandosi stabilmente per alcune settimane come un “antibiotico naturale” non viene infatti prescritto alcun antibiotico, poiché inutile). La T.R.A.P. emorroidaria è un trattamento ideato dal Dott. Marco Cosimi in cui il salicilato di sodio viene utilizzato ad una bassa concentrazione normalmente non utilizzata e pari a 0.090 gr. diluiti ogni 3 ml. e che in tale situazione si realizza un risultato ed un obbiettivo biologico ben diverso da quello della comune scleroterapia. Infiltrata nel dosaggio complessivo da 60-250 ml. è ritenuta nella mia personale esperienza una terapia valida ed efficace. Ritengo nella mia esperienza maturata dopo il trattamento di migliaia di casi clinici, che per la specifica sua esecuzione corretta è indispensabile un approccio specialistico di Chirurgia Generale e colon-proctologico ed anche di Chirurgia Vascolare ed un’esperienza Ospedaliera adeguata in ambiente Chirurgico di alto profilo giova all’attuazione tecnica ed alla reale comprensione della finalità stessa della tecnica e della modalità della correzione anatomico-funzionale da me ideata al fine di “concretizzare e pilotare” l’autoguarigione del caso clinico, ottenendo il risultato più desiderabile per il paziente. Il confronto costruttivo tra le diverse discipline Specialistiche e la moderna e più attuale Medicina Estetica Rigenerativa e Chirurgia Plastica ha apportato da alcuni anni enormi ed impensabili prospettive terapeutiche a tutto beneficio dei pazienti.



Schematismo rappresentativo delle più frequenti sedi di localizzazione delle patologie del plesso emorroidario esterno, affiorante attorno al canale anale, secondo le relative dimensioni assunte dal gavacciolo emorroidario in questione.

L’INTERVENTO TRADIZIONALE SECONDO MILLIGAN MORGAN: Il paziente deve entrare in Ospedale dai 2 ai 4 giorni prima di essere sottoposto all’intervento chirurgico e il giorno precedente è a digiuno totale. L’intervento è di tipo chirurgico e risulta perciò invasivo. I dolori post-operatori sono notevoli. Prima di poter essere dimesso, il paziente viene tenuto sotto osservazione all’interno dell’Ospedale per un’adeguato periodo di tempo. Il ritorno alle normali abitudini è lungo. Prima di poter evacuare senza problemi passeranno alcune settimane. Sommando i giorni di ricovero pre-intervento, i giorni di degenza e quelli necessari per il pieno recupero delle forze, il paziente che si sottopone ad un normale intervento di emorroidectomia può perdere fino ad un mese di lavoro. Sono presenti tutte le comuni complicanze degli interventi chirurgici (emorragia precoce e tardiva, irregolarità frequenti dell’alvo, ascessi ed altro). L’INTERVENTO DI FLEBOTERAPIA RIGENERATIVA EMORROIDARIA: L’operazione viene eseguita ambulatorialmente. La preparazione è minima e si limita alla somministrazione di una purga la sera precedente. L’intervento dura un massimo di 30 minuti, poi il paziente torna a casa subito dopo un’osservazione clinica di un’ora, sulle proprie gambe. L’evacuazione avviene normalmente, dopo un giorno. L’attività lavorativa riprende già nel giro di una giornata, dopo somministrazione di un normale antidolorifico FANS per un periodo di soli 3-4 giorni. L’intervento viene esteso a tutte le emorroidi rilevate internamente ed esternamente e di qualsiasi grado. Il principio ispiratore dell’intervento è localmente quello della medicina rigenerativa, mediato in gran parte dalla più attuale terapia ricostruttiva ed estetica, al fine di recuperare la normale integrità tessutale. L’obiettivo terapeutico è esteso al recupero non del solo “effetto” patologico visibile (emorroidi) ma anche delle sue “cause flebologiche” (possibilità di recuperare l’abnorme dilatazione delle vene del plesso emorroidario interno per l’assenza di aggressività della soluzione flebo-terapica impiegata, ma soprattutto correggere il prolasso mucoso). La procedura necessita di essere ripetuta entro 2-3 mesi per le volte dovute ad una stabilizzazione dell’obiettivo terapeutico. L’obiettivo terapeutico è la guarigione della malattia emorroidaria per rigenerazione staminale locale. L’effetto della terapia si manifesta con il rapido ripristino funzionale in assenza di necrosi, asportazione ed obliterazione delle vene trattate. Recenti ed autorevoli pubblicazioni hanno dimostrato inoltre che il salicilato di sodio oltre a produrre azione di fibrosi tessutale della parete venosa, produce anche una potente stimolazione delle cellule staminali e che gli effetti rigenerativi (e non obliterativi) che documentiamo sulle pareti venose sarebbero in gran parte dovuti a questa specifica azione. A tale proposito è da tempo in corso di studio ed è attualmente impiegata la supplementazione del lipoaspirato centrifugato con salicilato di sodio in veicolo idro-glicerico nelle colture di adipociti e nei lipofilling, così come anche in altre colture di linee cellulari. La T.R.A.P. è un trattamento ideato e praticata dal Dott. Sergio Capurro da numerosissimi anni in cui ilsalicilato di sodio viene utilizzato ad una bassa concentrazione normalmente non utilizzata e pari a 0.090-0.060 gr. diluiti ogni 3 ml. e ritenuta nella mia personale esperienza una terapia valida ed efficace.

Bibliografia: Capurro S.: From Sclerotherapy and Ablative Surgery to Three-Dimensional Regenerative Phlebotherapy (T.R.A.P.)-UNION INTERNATIONALE de PHLEBOLOGIE 15th WORLD CONGRESS RIO, October 2-7, 2005. Capurro S.: Three-dimensional Regenerative Ambulatory Phlebotherapy (T.R.A.P.), Capurro Research Group, Ed. D’Arsonval, Genova, Italy 2006. Capurro S., Rava C., Ferrero S.: “Tolleranza ed efficacia delle soluzioni Bisclero 6% e Bisclero 10%, nella scleroterapia estetica”. La Medicina Estetica, 4, (1998). Capurro S.: High efficacy sclerosing solution causing no iatrogenic lesions and process to obtain this solution. Patent ES2152235T, 1993.


La visione delle seguenti immagini si consiglia soltanto ad un pubblico adulto poichè sono di forte impatto.

Honcode
Honcode Medhunt
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Trattamento fleboterapico con salicilato di sodio in veicolo idroglicerico diluito al 3% di paziente con emorroidi di 4° grado e prolasso della mucosa:

Prima:


Risulatato della fleboterapia rigenerativa emorroidaria dopo 25 giorni dal primo trattamento:

Per vedere la procedura di infiltrazione adottata cliccare qui.

Recenti ed autorevoli pubblicazioni hanno dimostrato inoltre che il salicilato di sodio oltre a produrre azione di fibrosi tessutale della parete venosa, produce anche una potente stimolazione delle cellule staminali e che gli effetti rigenerativi (e non obliterativi) che documentiamo sulle pareti venose sarebbero in gran parte dovuti a questa specifica azione. A tale proposito è da tempo in corso di studio la supplementazione del lipoaspirato con salicilato nelle colture di adipociti e nei lipofilling, così come anche in altre colture di linee cellulari.

ALIMENTAZIONE PER PREVENIRE LE EMORROIDI :

E’ importante correggere tutte le cattive abitudini alimentari che determinano da un lato uno stato di intossicazione e dall’altro stipsi cronica. Regole fondamentali da seguire: Bevande e cibi da evitare: Alcolici e superalcolici, tè, caffè, bibite gassate, insaccati, cacciagione, crostacei, formaggi stagionati e piccanti, condimenti speziati, scatolame e conserve, fritti, cibi salati e affumicati, cioccolata, aglio, cipolle, peperoni e ravanelli, Cibi da consumare con moderazione: Pasta con sugo di pomodoro, prosciutto magro, carni bianche arrosto, agrumi, castagne e banane. Cibi consigliati: Pasta e riso in bianco, cereali, pane e grissini integrali, crusca, carni bianche magre preferibilmente lessate, pesce e formaggi magri, olio di oliva crudo, latte e yogurt, verdura e frutta ben matura, brodo vegetale e miele. La migliore bevanda è l’acqua naturale: Almeno due litri al giorno per facilitare il transito intestinale. Numerose cause possono contribuire all’insorgere delle emorroidi: l’età, la stitichezza prolungata, la diarrea cronica, un’alimentazione scorretta, l’obesità, gli sforzi prolungati durante le evacuazioni e l’abuso di lassativi. Moltissime donne soffrono inoltre di emorroidi durante la gravidanza e dopo il parto.

Bibliografia essenziale: