Terapia Prostatite

Terapia Prolasso Rettale
Luglio 4, 2019

TERAPIA  DEI PROLASSI EMORROIDARI E DELLE PROSTATITI ASSOCIATE:

La prostatite acuta e la prostatite cronica sono di norma causate da batteri caratteristici dell’intestino umano; quando questi raggiungono l’uretra attraverso i vasi linfatici del retto, possono causare l’insorgere dell’infezione. Queste due forme di prostatite possono, però, essere accompagnate da sintomi in parte diversi tra loro.1

La prostatite batterica acuta compare improvvisamente ed è accompagnata dai seguenti sintomi: 1,2

  • dolore localizzato alla prostata, alla bassa schiena o all’inguine
  • problemi urinari, tra cui sensazione di impellente bisogno di urinare (pollachiuria e nicturia), disuria (difficoltà o dolore durante la minzione) ed ematuria (emissione di sangue con l’urina) ma soprattutto ipertono sfinteriale urinario con presenza sempre di un variabile R.P.M. (il paziente uomo non svuota correttamente tutta l’urina presente in vescica)
  • dolore durante i rapporti sessuali, l’eiaculazione (spesso con eiaculazione precoce o estremamente ritardata) e, talvolta, dolore anche durante la defecazione
  • stranguria (minzione lenta e dolorosa)
  • febbre

Nella prostatite batterica cronica e nella sindrome dolorosa pelvica cronica, al contrario, i sintomi iniziano lentamente in forma lieve e subdola, alternando periodi di assenza a momenti di peggioramento. I sintomi dolorosi e urinari associati a queste condizioni, includono: 1,2

  • bisogno di urinare con frequenza e urgenza (pollachiuria)
  • dolore o bruciore alla minzione (disuria)
  • flusso intermittente di urina e perdita della forza del getto urinario ed evacuativo.
  • dolore nell’area pelvica, nella bassa schiena e nell’area genitale
  • eiaculazione dolorosa
  • minzioni notturne (nicturia)
  • occasionale presenza di sangue nelle urine o nell’eiaculato
  • febbricola (febbre di lieve entità in cui la temperatura corporea non supera i 38 gradi)

Oltre ai sintomi dolorosi e urinari, la prostatite può essere accompagnata anche da sintomi della sfera sessuale e riproduttiva.
sintomi della sfera sessuale più frequenti sono disturbi della possibilità di mantenere e portare avanti un rapporto sessuale accettabile, perdita di desiderio sessuale, dell’erezione e l’eiaculazione precoce.3
sintomi della sfera riproduttiva, invece, si riferiscono ai problemi di fertilità causati dall’infezione batterica.Se il liquido prostatico, infatti, è alterato dall’infiammazione, si possono riscontrare un’alterazione della capacità di movimento degli spermatozoi (astenospermia), malformazioni (in presenza di una prostatite da Chlamydia Tracomatis) e diminuzione di vario grado della quantità di liquido seminale prodotto (nel caso di prostatiti causate dall’infiammazione e restringimento dei dotti eiaculatori).

Per quanto sopra ed altro ancora è opportuna una competenza e specializzazione Urologica qualificata da una importante Università. Soltanto un proctologo che sia specializzato in Urologia può evidenziare l’importanza e l’origine rettale e proctologica della prostatite rilevata in associazione con una diagnosi di patologia pelvica vascolare e di emorroidi.

La terapia della prostatite è proprio la terapia delle emorroidi, delle varici ano rettali e dei plessi venosi pelvici  e di Santorini o periprostatici insufficienti.

L’antico equivoco riguardante le tecniche di chirurgia demolitiva delle emorroidi e della ragade anale è stato ormai ampiamente definito durante il “World Congress of Proctology” 2005 dagli studi del Prof. Antonio Longo, Chairman l’ Illustrissimo Prof. Mario M. Giordani.

Tra le tecniche attuali spicca la Rigenerazione del pavimento pelvico vascolare venoso e del plesso pelvico periprostatico con la prima comunicante ampiamente e grazie alla liberazione locale dei “fattori di accrescimento cellulare” dello stesso paziente che guarisce le emorroidi ma anche le tante complicanze operatorie e le troppe recidive chirurgiche proctologiche, mediante semplice infiltrazione indolore rigenerativa nel retto di salicilato di sodio in soluzione.

La recente importanza dell’ultimo organo studiato in anatomia, l’organo endotelio, ha evidenziato tale metodica come la più innovativa, la cui efficacia offre numerosi vantaggi:  assenza totale di rischio emorragico e  complicanze legate all’anestesia. L’ossido nitrico, essendo il più potente agente miorilassante dell’uomo per la muscolatura liscia sfinteriale, se non adeguatamente prodotto nelle anomale varici emorroidarie ano rettali affette dal prolasso emorroidale, determina per sua mancanza ipertono degli sfinteri e la dolorosissima ragade anale. Pertanto non solo è necessario stimolare la guarigione della stessa ragade, unitamente a quella del prolasso emorroidale, ma è indispensabile recuperare il danno da stasi venosa determinato all’organo endoteliale e la sua produzione di ossido nitrico (NO). La metodica non è fastidiosa e non comporta un dolore post-operatorio, offrendo la possibilità di un immediato ritorno alle attività quotidiane. Inoltre ha risultati definitivi e stabili sia sulla guarigione della ragade anale che del prolasso mucoso emorroidale. Oltre al recupero di numerosi vantaggi per il pavimento pelvico vascolare venoso. Inoltre ha risultati definitivi e stabili sia sulla guarigione del prolasso mucoso emorroidale che di eventuali prostatiti, insufficienza minzionale od eiaculativa, deficit erettivo od ipertrofia prostatica benigna eventualmente associate”. Per decenni nella storia della chirurgia si è tentato spesso la guarigione della ragade anale soltanto con un intervento di incisione sfinteriale (sfinterotomia) dei dilatatori anali. Del botulino per rilassare l’ipertono dello sfintere anale sempre associato in variabile grado alla ragade, ma senza mai riuscirvi con successo poiché madre natura vuole che l’endotelio sano ritorni a produrre ossido nitrico (NO) per regolare l’ipertono anale. Ma inoltre in passato non si risolveva mai il consensuale ipertono sfinteriale urinario (unica vera causa alla mancanza di una totale ed efficace dilatazione sfinteriale urinaria dell’uomo come della donna, del giovanissimo come dell’anziano). Inoltre la ragade è stata sempre trattata in passato come non associata alle emorroidi ed al prolasso mucoso emorroidario che ne è causa, anche e soprattutto per la disfunzione endoteliale stessa e per l’ipertono degli sfinteri che la carenza locale dell’ossido nitrico induce sempre.